3. IL MATRIMONIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quella mattina Nessie non era la sola ad essere irrequieta, lo eravamo un po’ tutti: per via della presenza dei miei genitori, dei nostri amici vampiri, e per il branco di Sam.

La spiegazione che avevamo dato hai miei genitori sembrava funzionare alla grande, ma non potevo fare a meno di essere nervosa, avevo paura che notassero troppo le nostre differenze, quindi quando c’erano loro nei paraggi ero sempre tesa anche se sapevo che questo non aiutava affatto.

Per quanto riguardava il branco di Sam, la situazione era un po’ diversa: il nuovo patto stipulato dopo la nascita di Nessie, funzionava più o meno come il primo stipulato con l’antenato di Jacob, molto differente da quello che avevamo con l’attuale branco di Jake, quindi la tensione era al massimo, anche se, sia i lupi che i Cullen, cercavano di comportarsi al meglio per non rovinare il matrimonio.

Io e Alice aiutammo Nessie ad entrare nello stupendo vestito color lilla scuro, creato su misura per lei da Alice, vederla cosi stupenda nel suo abito da sposa, me la fece subito sembrare di colpo molto più grande, mi veniva da piangere, se ne fossi stata ancora in grado, sono sicura, che sarei stata uguale e identica a mia madre, il giorno del mio matrimonio.

Appena finito di preparare Nessie, Alice andò ad infilarsi il suo abito da damigella, e io andai al piano di sotto a suonare il pianoforte, come riscaldamento, suonai una delle canzoni di Edward, poi cominciai a suonare la classica marcia nuziale, cercando di abbellirla con delle note in più qua e la, imitando il modo in qui lo aveva fatto Rose al mio, anche se i ricordi umani erano annebbiati e coperti di ragnatele, ancora me lo ricordavo bene, come ricordavo bene anche la forte emozione che mi stringeva il petto.

Nessie non aveva ancora visto gli addobbi che avevamo preparato, perche Alice l’aveva chiusa nella sua camera dalla sera precedente, cosi che non li vedesse, un po’ come aveva fatto con me, impedendomi di andare a casa Cullen per tre giorni di fila, al pensiero ancora mi veniva da ridere, ero curiosa di vedere che faccia avrebbe fatto nessi vedendoli.

Alice scese dal piano di sopra, saltellando elegantemente per le scale, seguita da Edward in smoking che teneva sotto braccio Nessie, che a differenza di come ero io al mio di matrimonio, non era per niente timida, abituata sin da piccola ad indossare vestiti all’ultima moda ed elegantissimi, sembrava addirittura a suo agio in quel vestito mozzafiato.

Mentre scendeva, si guardo intorno meravigliata come se non riconoscesse più la casa in cui era cresciuta, in effetti Alice ed Esme erano state bravissime, secondo me, avrebbero dovuto dare retta a quello che gli aveva detto mia madre il giorno del mio matrimonio,si sarebbero dovute mettere in affari, e aprire un’agenzia matrimoniale per conto loro, gli addobbi erano fantastici, avevano decorato tutto con fiori bianchi e lilla, uno po’ più chiaro di quello del vestito nozziale,che pendevano ovunque ci fosse una aggancio, persino le sedie erano state tutte decorate con fiori bianchi e carta lilla avvolta intorno a tutti gli schienali, per terra era stato steso un tappeto color lilla scuro intenso, dove spiccavano chiazzette bianche, che in realtà, erano petali di rosa bianca, che aveva lasciato cadere dietro di se Alice quando era passata.

Una volta scesa dalle scale, e arrivata sul tappeto, Nessie mi guardò e mi sorrise, poi con gesto quasi impercettibile della testa mi fece cenno di guardare Charlie.

Charlie era in Prima fila insieme a Carlisle, Esme, Philip, Renè e due sedie vuote, le più interne vicino al tappeto color lilla tra le tue file di sedie, nelle quali poi ci saremmo dovuti sedere io ed Edward, che faceva con le testa avanti e indietro tra me e Nessie, era orgoglioso di tutte e due contemporaneamente, e non sapeva dove guardare.

Ricambiai il sorriso di Nessie e poi mi concentrai nuovamente sui tasti per non sbagliare.

Non appena Nessie arrivo all’altare smisi di suonare e mi andai a sedere accanto a Charlie, che mi sorrise e sussurrò: “Sei stata bravissima, non sapevo suonassi il piano” mi sfuggi una risatina nervosa dalle labbra socchiuse, in effetti non era da molto che avevo imparato a suonare, “ Mi sono fatta insegnare da Edward “ dissi sorridendo a Edward che si era appena seduto accanto a me, e che contraccambio subito il sorriso, ero preoccupata di aver sbagliato qualche nota, o stonato in qualche punto, quindi sollevai lo scudo e chiesi mentalmente ed Edward “come sono andata? Ero cosi nervosa…” lui scosse la testa e poi sussurro pianissimo in modo che le orecchie umane non potessero sentire “ ha ragione tuo padre sei stata grandiosa” disse per rassicurarmi “ grazie” dissi, sussurrando a mia volta.

La cerimonia si svolse piuttosto lentamente, non mi ricordavo che la mia fosse durata cosi a lungo, ma quando arrivo il momento del “Si” raddrizzai la schiena nervosa, Jacob alle persone che non lo conoscevano bene quanto me o i suoi “fratelli” poteva apparire tranquillo, ma io sapevo benissimo che non amava molto le cerimonie lunghe era un tipo che non era capace di stare molto in tranquillità: un tipo molto iperattivo.

“ Vuoi tu, Jacob Blake, prendere, la qui presente, Renesmee Carlie Cullen, come tua legittima moglie ?” Chiese infine il prete che avevamo chiamato per celebrare il matrimonio “ Si, lo voglio.” Rispose solennemente Jake “ E tu Renesmee Carlie Cullen, vuoi prendere, il qui presente Jacob Blake, come tuo legittimo marito ?” Strinsi la mano di Edward talmente forte che lui mi sussurro un: “HAI ! Bella!” e io lasciai subito la mano, lui mi cinse le spalle con un braccio mentre io mi mordevo talmente tanto forte il labro che credevo che me lo sarei staccato da un momento all’altro, adesso capivo perche mia madre era così nervosa e piangeva al mio di matrimonio.

“Si “ sussurro Nessie, con voce tremante, dalla voce si sentiva tutto il nervosismo e la tensione che non si avvertivano dal viso, era una brava attrice come il padre, fortunatamente per lei quel tratto lo aveva ereditato da lui, ma era talmente nervosa che non riuscì a trattenere anche la voce composta.

Si scambiarono un bacio appassionato e dolce al tempo stesso.

È molto frustrante non poter piangere quando lo si desidera, il mio corpo tremava tutto per i singhiozzi continui, ma dai mie occhi non usciva neanche una lacrima.

Jacob strinse a se Nessie sussurrandogli all’orecchio frasi dolci, erano perfetti uno per l’altra, ed io ero molto contenta per loro.

Purtroppo, come al solito, incomincio a piovere, e la festa non poté proseguire in giardino, ma Alice, che aveva previsto tutto, si era organizzata trasformando la sala da pranzo, mai usata per il suo scopo, in una sala da ballo, con tanto di palla ricoperta di specchi che pendeva dal soffitto al centro della stanza.

Cosi la festa che anziché proseguire nel giardino immenso di casa Cullen, si sposto nella sala da pranzo/ballo.

Nessuno si lamento di niente, e la festa prosegui fino a sera con tranquillità.

Io ed Edward ballammo insieme per quasi tutta la giornata, quasi perche Edward dovette ballare almeno una volta con Nessie, altrimenti non glielo avrebbe mai perdonato, era molto legata al padre, e io ballai con Jake ricoprendo il ruolo della madre.

“Allora, come ti senti ?” Chiesi a Jake mentre ballavamo.

“strafelice… ma ho anche un certo nervosismo” Rispose rosso di vergogna guardando altrove.

“Si… capisco come ti senti” Lo tranquillizzai ricordandomi perfettamente la sensazione di farfalle nello stomaco, ma anche la felicità immensa che mi gonfiava il cuore.

“Tu invece, come ti senti?” chiese lui a sua volta mettendomi in crisi, e non poco, perche non sapevo come rispondere, Ero Felicissima perche mia figlia aveva trovato un ottima persona con cui trascorrere l’eternità, ma d’altro canto ero anche un po’ arrabbiata con lui, mi stava portando via la mia unica bambina, cosi presto, e non potevo far finta di niente, ma dovevo farlo, per Nessie, lei si meritava di essere felice con la persona che amava, come io lo ero con suo padre.

Guardai negli occhi Jake, che stava ancora aspettando un risposta, e dissi, copiando la sua risposta precedente.

“Strafelice… ma ho anche un certo nervosismo”, lui sorrise e disse: “ Si… Capisco come ti senti” copiando a sua volta la mia di risposta.

“Anch’io non saprei cosa provare al posto tuo. Non è una situazione facile per te, ma riesco a capirti meglio di quanto tu possa immaginare, dato che sono diventato padre da poco.”disse, io lo guardai sospettosa “ A ma davvero?” dissi sfidandolo a proseguire “ Si ” disse lui accettando la mia sfida. “Sei felice perche tua figlia a trovato qualcuno con cui stare, e non vivrà da sola per l’eternità, ma sei anche un po’ in collera con me, perche pensi che te la stia portando via troppo presto”. Sorrisi colpevole, aveva capito tutto, e io non potevo negarlo.

Fui grata che in quel preciso momento cambiò canzone, cosi ebbi una scusa per tornare da Edward e non dover continuare con quel discorso tanto imbarazzante per entrambi.

Non appena Edward mi prese tra le braccia, mi fece fare una giravolta su me stessa, e poi mi ristrinse forte a se baciandomi appassionatamente.

Dopo che ci fummo staccati gli lanciai uno sguardo interrogativo chiedendomi il perche di quel bacio.

“Mi sei mancata… tutto qui” disse disinvolto con un alzata di spalle, e un sorriso da bambino innocente, mo continuai a fissarlo non mi convinceva era troppo entusiasta.

“Cosa c’è?? Non posso bacare mia moglie?” chiese sulla difensiva notando il mio sguardo, ma al’improvviso divenne serissimo, riconobbi immediatamente quello sguardo.

Era lo sguardo che aveva Alice quando si perdeva in una visione non troppo piacevole da guardare, Edward non stava più guardando me, ma un evento che doveva ancora avvenire attraverso la mente di Alice.

Mi girai e cominciai a cercare Alice, correndo per tutta casa, trascinando per una mano Edward, ma cercando di apparire normale quando passammo accanto a Jake e Nessie, non gli volevo, per nessuna ragione, rovinare il matrimonio, qualsiasi cosa fosse glie lo avremmo riferito dopo.

Ad un certo punto Edward si riprese e accelerò il passo fino a che non fu lui a trascinare me.

Trovammo Alice in cucina accucciata per terra in un angoletto che si stringeva le ginocchia al petto, sembrava sconvolta, la visione doveva averla scioccata molto.

“Va tutto bene Alice ci sono qui io “ gli sussurro Edward all’orecchio mentre l’abbracciava cercando di consolarla.

“è stato orribile… io…. Era come se fossi stata li veramente…. E non potevo impedire che accadesse… io…io… “

”sccccch… tranquilla è finita…. Tranquilla” continuò a ripetere come a cercare di convincere anche se stesso.

”No! Non è finita… è appena iniziata” lo corresse lei poi scoppio in singhiozzi spezzati ma senza lacrime.

“Si lo so “ disse lui triste.

La sua tristezza era talmente profonda che mi sconvolse, e non potei impedirmi di pensare a cosa potesse averla scatenata.

Cosa poteva aver visto Alice di cosi terribile da scatenare una reazione simile sia in lei, che in Edward ?

La risposta era una sola, ma temevo a pronunciarla ad alta voce.

“i..volturi stanno venendo nuovamente a punirci per qualche cosa..ma ..ma non riesco a capire quale sia”

Balbetto Alice tra un singhiozzo e l’altro, confermando le mie paure.

Caddi in ginocchio per la violenza dei ricordi dell’ultimo incontro con loro, che mi passarono davanti agli occhi come fotogrammi di una vecchia pellicola di un film dell’orrore.

Come ce la saremmo cavata questa volta ? Ma soprattutto, cosa avevamo fatto per scatenare nuovamente la loro ira?

”cosa vogliono questa volta?” riuscii finalmente a chiedere.

“ Vogliono Amanda ! ” Disse Alice “ Hanno copiato i modo di fare di Victoria per bloccare le mie visioni…. ci hanno fatto spiare”Aggiunse irritata. ” Non si fidavano di noi “

“ Da quanto tempo va avanti questa storia ?” chiesi, per sapere da quanto tempo la nostra vita era sotto gli occhi dei Volturi.

“Da quando sono stati qui l’ultima volta” Disse.

“Cosa hai visto di preciso?” chiesi impaziente, sperando di riuscire a trovare qualche dettaglio che ci aiutasse ad uscire da questa situazione critica.

“C’è la loro assistente umana che entra e gli porta un documento chiuso in una busta…Aro apre la busta e guarda attentamente la cosa estratta… poi la passa a Caius che dopo averla guardata la getta a terra infuriato… dopo di che iniziano a discutere tra di loro il da farsi per questo nostro ”ennesimo tradimento”” Disse “e del fatto che stavamo mettendo a dura prova la loro pazienza e bontà d’animo “ Aggiunse in modo acido.

“Ma… cos... cosa c’era in quel documento per suscitare una rivolta contro di noi per via di Amanda ?”

“C’era una sua foto con un rapporto scritto ,dalla persona che ci segue, sulla sua nascita ” Disse

Avevo la mascella talmente stretta che pensavo mi sarebbero saltati i denti da un momento all’altro

“Aiutala Edward sta per avere una crisi isterica”