Pazzia

Scritto da Esme
Scritto da Esme

 

Carlisle ed Esme

 

 

Mi svegliai di soprassalto, avevo fatto un incubo terribile. Ero tutta sudata, iniziai a tremare poi sentì una voce

<< Esme calmati >>

Era una voce suadente, non la stavo sognando ma non capivo da quale parte della stanza arrivava

<< Ci sono io qui, calmati >>

Non sapevo se fidarmi

<< Chi sei? >> chiesi alla voce

<< Sono io, Carlisle >>

Carlisle… poi ricordai. Lui mi faceva visita sempre poi sparì dalla mia esistenza e dal quel momento io venni chiusa nel manicomio

<< Sei davvero tu? >>

<< Si sono io >> era tornato

<< Perché te ne sei andato? >>

Chiesi ma non mi rispose. Fissai per alcuni instanti il vuoto poi mi accasciai su cuscino e mi addormentai con lui nei miei pensieri.

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Una flebile voce mi svegliò dal mio sonno

<< Carlisle? >>

<< No, sono Susanne, l’infermiera >>

OH.. l’infermiera, odiavo ricordare che ero rinchiusa in un manicomio, nessuno credeva che Carlisle esistesse, ma io sono sicura che esiste e questa notte era tornato da me.

<< Ancora Carlisle? >> domandò Susanne

<< Si, questa notte è tornato>>

L’infermiera scosse la testa e mi porse le mie medicine. Ero stanca di essere trattata da pazza così con un gesto della mano buttai le mie pillole a terra ed iniziai ad urlare

<< Sono stanca di essere trattata da pazza, io l’ho visto davvero. E' con me tutte le sere, lui è un vampiro e presto lo diventerò anche i o, me l’aveva promesso! >>

L’infermiera chiamò altri idioti che mi tennero ferma e quella odiosa mi fece non so cosa. Man mano sentivo le forze mancarmi i miei occhi si stavano per chiudere e con le ultime forze sussurrai Carlisle.

 

Al mio risveglio mi ritrovai in una camera tutta bianca illuminata da una luce fioca, volevo alzarmi ma avevo mani e piedi legati, una lacrima scese sul mio viso.

<< Ehi non piangere >>

Era lui, una sua mano asciugò la mie lacrime poi le sentì su i miei polsi e sulle mie caviglie

<< Carlisle? >> chiesi

<< Si Esme, sono io >>

Il mio viso si rigò nuovamente di lacrime

<< Oh Carl >>

<< Vieni qui >>

E delle braccia fredde mi strinsero.

<< Mi sei mancato >>

Dissi rannicchiata sul suo petto

<< Anche tu >>

Rispose e mi lasciò un bacio a fior di labbra.

<< Perché te ne sei andato? >>

Sentì le sue braccia stringersi un po’ più forte poi mi rispose

<< Non volevo lasciarti. Sono sempre stato qui, stavo cercando un modo per portarti via da qui e … - si fermò un istante - … e trovare un modo per non farti soffrire durante la trasformazione, se tu lo vorrai ancora >>

Sul suo volto apparve un piccolo sorriso. Quanto mi erano mancati i suoi occhi, le sue labbra, mi era mancato tanto, gli posai una mano sul volto

<< Sei la mia vita, sei l’unica ragione per cui sono ancora viva ed è grazie a te se non sono uscita fuori di testa per davvero. Io ti amo , non mi importa di provare dolore per 3giorni. Portami via adesso, trasformami adesso, r e n d i m i tua per l’eternità >>

Ci fu un attimo di silenzio poi sentì le sue labbra sulle mie, ricambiai quel bacio poi si staccò e mi disse

<< Prima di diventare una vampira voglio farti fare un esperienza umana che non ti negherò >>

Non capì le sue parole, le sue labbra tornarono selle mie e le sue mani furono sui miei fianchi poi capì cosa intendeva così gli feci capire che lo desideravo. Passammo tutta la notte ad amarci con passione e continuammo quella danza che ormai era vecchia quanto il mondo.

Prima di andare mi disse

<< Allora domani sera ti verrò a prendere e andremo via da qui poi.. ti trasformerò >>

<< Va bene >>

Ci salutammo con un bacio carico di passione e uscì dalla mia stanza.

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Il giorno seguente mi svegliai felice di sapere che questo sarebbe stato l’ultimo giorno di agonia. Passai tutta la giornata a pensare a lui, quando l’infermiera venne le sorrisi

<< Buon giorno >>

Stupida idiota

<< Siamo di buon umore oggi? >>

Si perché oggi sarà l’ultimo giorno che mi vedrei

<< Si >>

Le risposi con tutta l’euforia cercando di non dire troppo.

<< Come.. ? >> indicò i miei polsi, risi

<< Merito di Carlisle >>

Poi presi per l’ultima volta le mie medicine e l’infermiera se ne andò. La notte era arrivata ed io aspettavo con ansia l’arrivo del mio vampiro, dopo pochi istanti entrò dalla finestra ed aveva un sorriso stupendo

<< Andiamo? >>

<< Si >>

Prima che c’è ne andammo posò sul mio letto una sagoma, non feci domande perché non mi interessava, mi prese in braccio e sfrecciò via nell’oscurità.

Arrivammo davanti ad una casa, con ancora me in braccio entrò in casa e si diresse in una camera dove mi posò su un letto poi parlò

<< Perdonami per il dolore che ti causerò >>

 

Si avvicinò al mio collo dove gli posò un bacio poi sentì i suoi denti perforarmi la pelle, subito un dolore pervase il mio corpo e con le mani strinsi spasmodicamente il copriletto. Decisi che dimenarsi non sarebbe servito a niente avrebbe solo fatto soffrire lui.

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Mi risvegliai e accanto a me, con la testa poggiata al letto, c’era lui. Non parlai subito poi lo chiamai

<< Carl >>

Alzò di scatto la testa e mi guardò

<< Esme >> e mi abbracciò.

In un nano secondo mi alzai dal letto e lo baciai poi lo fissai negli occhi, erano neri, questo voleva dire che non era andato a caccia

<< Perché non sei andato a caccia? >>

<< Non volevo lasciarti sola >> gli sorrisi

<< Bene vuol dire che ci andremo insieme ora >> mi sorrise così andammo a caccia.

Lui fece fuori 4 cervi io, invece, feci fuori 1 puma e 3 cervi. Dopo aver cacciato tornammo a casa. Era stato bello vederlo cacciare, era estremamente sexy così ci fondammo in camerata letto e facemmo l’amore. Era diverso, non ricordo di averlo sentito così quando facemmo l’amore per la prima volta. Quella notte ci amammo pienamente.

Passarono un paio di mesi dalla mia rinascita da vampira e dopo un po’ iniziammo a lavorare, avevo un autocontrollo impeccabile ma ben presto ci saremmo dovuti trasferire per non destare alcun sospetto. Pur troppo quel momento arrivò un anno dopo così stavamo vedendo un posto in cui avremmo potuto vivere tra gli umani.

<< Allora ci trasferiremo a Forks, li il sole non c’è mai. Che ne dici? >>

<< Perfetto così potremmo continuare a lavorare >>

Detto questo mi avvicinai a lui e lo baciai e ci ritrovammo in camera, accoccolati sul nostro lettone. Era arrivato il momento di andare così prendemmo il necessario e lo caricammo nella Mercedes Benz del mio vampiro.

<< Prima di andare devo fare una cosa >>

<< Cosa? >> mi chiese e con un sorriso gli risposi

<< Una visita di cortesia >> e lui ricambiò il mio sorriso.

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Appena fu il crepuscolo andammo a casa dell’infermiera Susanne. Entrammo dalla finestra nella sua camera da letto, lei era sotto la doccia così l’aspettammo.

Quando uscì dal bagno indossava una tuta e con un sorriso uscì dall’oscurità

<< Ciao Susanne >>

Susanne si voltò verso di me spaventata

<< Chi sei? >>

<< Come non ti ricordi di me? Sono Esme >>

<< Impossibile tu sei morta. Come sei entrata? >>

La sua voce era impregnata di terrore

<< Sono entrata dalla finestra. Io non sono morta, sono qui di fronte a i tuoi occhi e ti vorrei presentare una persona >>

Feci cenno a Carl di avvicinarsi, e quando mi raggiunse lui mi mise una mano intorno alla vite

<< Susanne lui è il famoso Carlisle, te lo ricordi vero? Era il nome che pronunciavo ogni giorno >>

<< No, mi devo essere addormentata perché questo è un sogno. Tu sei morta e lui non esiste. Tu eri pazza >>

<< No mia cara tu sei sveglia, e io non ero pazza perché lui esiste ed è di fronte a i tuoi occhi >>

Mi avvicinai e le accarezzai una guancia

<< Vedi io non sono morta, e grazie a Carlisle adesso sono una vampira ma non avere paura non ti faremo del male >> e gli feci un sorriso

<< Bhè mia cara adesso dobbiamo andare passa bene la tua vita >>

Gli lasciai un bacio sulla guancia e le dissi

<< Sai hai un ottimo odore. Ciao >>

<< Ciao Susanne >>

Carlisle la salutò e ce ne andammo. Stavamo sfrecciavamo verso casa nostra mi disse

<< Posso farti una domanda? >>

<< Si >>

<< Perché l’hai fatto? >>

<< Vedi una volta gli promisi che ti avrei presentato e così ho mantenuto la promessa >> gli feci un sorriso e lui ricambiò.

Arrivammo a casa, salimmo in macchina e ci dirigemmo verso Forks. Durante il tragitto non proferimmo parola, stavo pensando che avevo tutta l’eternità da passare con lui poi ad un trattò si fermò

<< Perché ci siamo fermati? >> mi girai e lui mi sorrise

<< Sei pronta per passare un eternità con me? >> mi chiese io gli sorrisi

<< Lo sono sempre stata >> così a velocità vampiresca scese dall’auto e venne ad aprirmi lo sportello

<< Vieni >> mi disse prendendomi per mano

<< Dove stia … >>

Non riuscì a terminare la frase perché mi portò dinnanzi ad una chiesa

<< So che staremo insieme per l’eternità e che niente ci potrà separare ma lo vorrei rendere ufficiale. Esme mi vuoi sposare? >>

Non riuscì a parlare per alcuni secondi poi gli saltai al collo

<< Si Carl, ti voglio sposare >>

Così ci dirigemmo nella chiesa e diventammo Marito&Moglie per l’eternità.

Commenti: 1
  • #1

    nessy (sabato, 22 gennaio 2011 10:38)

    ti adoro, fantastica